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About Me

Chiara Becchimanzi

Attrice, regista, autrice teatrale, stand up comédienne, progettista culturale, co-fondatrice della Compagnia Teatrale Valdrada. Scrive, dirige e interpreta, tra gli altri, il monologo comico “Principesse e Sfumature” (Eccellenza Creativa del Lazio 2018, Premio Comedy Roma Fringe 2016), “Epic Fail”, “Di Altri Demoni” e “Dionisiaca” (co-prodotti dalla Regione Lazio). Partecipa a programmi comici Rai (“Battute?”) e Comedy Central (“Stand Up Comedy”, “Comedians Solve World Problems”). Gira il mondo con la Compagnia Internazionale Ondadurto Teatro; è vicepresidente del Teatro del Lido di Ostia. Inventa storie da quando ricorda. Laureata in Scienze Umanistiche; diplomata all’Accademia Internazionale di Teatro di Roma; assolutamente precaria. “A ciascuna il suo” è il suo primo romanzo.

Come e perché mi si è affacciata alla mente la malsana pensata di scrivere un romanzo?

Ho 34 anni, e a giugno ne faccio 35. Sono nata nello stesso anno in cui è uscito “Ritorno al futuro” – non è l’unico motivo per considerare quella dell’ ’85 una grande annata. Sono cresciuta negli anni ’90, e sto ancora cercando di superarlo. Mancina, chiacchierona, iperattiva, secchiona, generosa ed eternamente pasticciona, mi laureo con il massimo dei voti (manco a dirlo, secchiona ero e secchiona son rimasta) all’Università La Sapienza in Antropologia Teatrale, con una tesi sui Neuroni Specchio.
Ho imparato a leggere fluentemente a poco più di 3 anni, e da allora non ho mai smesso. Più o meno nello stesso momento ho scoperto l’inventio delle storie, e anche in quel caso è stato un flusso pressoché ininterrotto: 30 anni di mondi costruiti allo specchio, invadendo l’inquadratura dei filmini di famiglia, costringendo amici e parenti all’ascolto di epopee monumentali appuntate sui quaderni, sui fogli volanti, sulla macchina da scrivere Olivetti, sul Commodor 64, sul pc portatile, ma soprattutto nella testa. Da piccola volevo fare due cose: scrivere, e stare in scena. Ho spesso mescolato i due desideri, portando sul palco ciò che scrivevo, ma non mi bastava più: dovevo chiudere il cerchio, e ho provato a Scrivereebasta.

Ma perché erotico, perché comico, perché illustrato?

Sono un’ex BozzolettaPrepuberaleCicciottellaConApparecchioeOcchiali.
Ho baciato per la prima volta a 14 anni, fatto l’amore a 17 e mezzo (dopo circa un anno di tentativi falliti sempre con lo stesso fidanzatino che poverino era la prima volta anche per lui). Da lì in poi, ho avuto 17 anni di vita sessuale mediamente soddisfacente, con picchi di estasi e abissi di noia, tante RelazioniDellaVita, poche FollieDiUnaNotte, e un numero considerevole di Nèl’UnaNél’Altra. Inutile dire che dispongo – come la gran parte delle donne della mia generazione – di un carnet di aneddoti succulento quanto esilarante, che amo sciorinare alla mia psicoterapeuta. Perché non trasferirli alla carta

stampata, dunque? Perché non trasformarli in un affresco generazionale, tracciando le gioie e i dolori della contemporanea precarietà affettiva?
E perché non restituire al genere erotico un po’ di poesia, visti gli ultimi agghiaccianti esempi mainstream? E perché non elaborare nuove tassonomie, regole e dinamiche

d’abbinamento attraverso il potere di condensazione delle illustrazioni, nelle quali ci si possa – magari – riconoscere?

A ciascuna il suo, dunque!

A ciascuna il suo uomo, il suo sesso perfetto, il suo pene ideale (a trovarlo), il suo orgasmo quotidiano, magari non autoindotto (ad avercelo!). A ciascuna il suo spazio, la sua solitudine, il suo diritto di non avere una relazione o di averne tante e tutte diverse, il suo grido di libertà e di sete sessuale, il suo modo di provare piacere e di chiederlo. A ciascuna il suo riconoscimento identitario nel mondo, a ciascuna il suo percorso, la sua storia, la sua possibilità di fallire e ricominciare.”

#enjoyyoursex !!!

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